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Monumenti e luoghi d'interesse

Opera artistica di maggiore pregio della Città è il Duomo, la Basilica Cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo, Patrono della Città.

La sua costruzione, iniziata nel 1158, è in stile romanico e, nella parte superiore, assume uno stile gotico, essendo stata realizzata sotto l'episcopato di Niccolò degli Arcioni. Al suo interno si trovano il prezioso paliotto d'argento di Nicola da Guardiagrele e il polittico dell'artista veneziano Jacobello del Fiore.

Dopo gli ultimi lavori di scavo e restauro è stata riportata alla luce, dopo circa 300 anni di oblio, la Cripta di S. Berardo che, dal settembre 2007 è visibile al pubblico.

Appena fuori le mura sorge l'antico Santuario dedicato alla Madonna delle Grazie. Fu costruita nel 1153 prendendo origine dalla Chiesa di un monastero di benedettine intitolato a Sant'Angelo delle Donne. Nel 1448 la costruzione iniziale fu ampliata per accogliere i frati minori di San Giacomo della Marca. Agli inizi del 1900 la Chiesa è stata restaurata e modificata nella facciata. Nell'interno vi sono affreschi di Cesare Mariani, che si raffigurò grande vecchio con barba nell'affresco del Presepio. Sull'altare maggiore vi è la Madonna col Bambino, in legno policromo, opera di Silvestro dell'Aquila.

Nel centro storico, è visitabile l'Antica Cattedrale, oggi chiamata Chiesa di San Getulio o di Sant'Anna. È l'unico resto altomedievale di Teramo. Fu costruita sui resti di un tempio romano. Andò bruciata nel 1155 dai normanni, che incendiarono l'intera Città.

Numerose altre sono poi le chiese visitabili nell'antico centro storico di Teramo: tra le altre, la Chiesa di Sant'Antonio (XIII secolo) sita in Largo Melatini, di fronte ai Portici Savini e alla medievale Casa dei Melatino; la Chiesa e convento di San Domenico (XIII sec.) in corso Porta Romana; la Chiesa del Santo Spirito (XIV sec.) che si affaccia su Largo Proconsole proprio al fianco dell' antica Statua romana di Sor Paolo Proconsole (I sec. a.C.); e, "immersa" tra gli edifici di Corso Cerulli(dai teramani comunemente chiamato "Corso vecchio"), la piccola Chiesetta di Santa Caterina (IX sec.).

Siti Archeologici

Teatro e Anfiteatro romani: nel centro storico di Teramo sono presenti i resti sia dell'anfiteatro romano che del teatro romano, distanti fra loro pochi metri l'uno dall'altro, caso quasi unico al mondo. Gli studiosi datano la loro costruzione nel periodo dal I al II secolo dopo Cristo.

Necropoli di Ponte Messato: Nel quartiere Cona vi è il Parco archeologico di Ponte Messato dove sono visibili una strada romana e tombe. Di origine pre-romana e ampliata nel periodo romano, si sviluppa ai lati dell'antica strada lastricata, contornata di monumenti, da qualcuno chiamata anche Via sacra d'Interamnia (con le dovute proporzioni una sorta di Via Appia teramana per le analogie con la Via Appia Antica nei pressi di Roma).

Domus e mosaico del Leone:
Tra gli emblemi della storia archeologica teramana è da annoverare il Mosaico del Leone, rinvenuto nel 1891 durante i lavori di costruzione di Palazzo Savini in Corso Cerulli. Destinato ad arricchire il pavimento di una domus patrizia(Domus del Leone), il Mosaico del Leone è databile intorno al I secolo a.C., così come quelli, simili nella fattura, rinvenuti a Pompei e nella Villa di Adriano a Tivoli. E' stato universalmente riconosciuto come uno degli esempi più alti dell'arte del mosaico.

Sito archeologico di
Torre Bruciata: in Piazza Sant'Anna, al fianco della Chiesa omonima, si trovano i resti di una sontuosa villa romana.

Sito archeologico di
Largo Madonna delle Grazie: resti di abitazioni romane di età augustea e di un impianto termale.

Domus di Vico delle Ninfe: resti di un'antica pavimentazione a mosaico, risalente ai primi secoli d.C.

Castello Della Monica: Monumento di grande pregio è anche il Castello Della Monica, ricostruzione ottocentesca di un edificio medioevale. Situato sul piccolo colle di San Venanzio, poco distante da Piazza Garibaldi, il Castello Della Monica (iniziato nel 1889 e terminato nel 1917) fu realizzato dall'artista teramano Gennaro Della Monica, che gli ha dato anche il nome.


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