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Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture civili

  • Il Duomo
  • La basilica di Sant'Antonino.
  • La basilica di San Savino.



La chiesa di San Francesco
si trova in Piazza Cavalli all'incrocio con via XX Settembre. È realizzata in stile gotico lombardo del XII secolo (1278-1373). Sulla facciata sono visibili due contrafforti, un rosone, una cuspide e alcune guglie, mentre archi rampanti sono presenti sui lati; su quello destro è ancora esistente parte dei chiostri di cui rimane un porticato. Al suo interno, ornato di affreschi del XV e XVI secolo, venne proclamata l'annessione della città al Regno del Piemonte nel 1848. Il "portale mediano" della basilica reca al sommo una lunetta con il rilievo di "San Francesco stigmatizzato", e all'interno, sulla parete destra del deambulatorio, v'è un bassorilievo con "Rettore in cattedra e frati", eseguiti nella bottega dell'Amadeo intorno al (1490).

San Giovanni in Canale
è un tempio fondato nel 1220 dai Domenicani. Tre campate ampliarono a metà del secolo XVI gli interni gotici di questo complesso; nella stessa epoca venne anche ampliato il coro. Tra i vari monumenti sepolcrali che vi si conservano vi è una tomba dipinta, unica a Piacenza, ed il grande sarcofago della famiglia Scotti. Il "sepolcro" di Guglielmo da Saliceto del 1501), posto nel chiostro denota i caratterei dello stile dell'Amadeo.

La rinascimentale
Santa Maria di Campagna si trova in Piazzale delle Crociate, così chiamato perché in questo luogo papa Urbano II bandì la prima crociata nel 1095. Fu edificata tra il 1522 ed il 1528 per poter conservare più degnamente una Madonna lignea policroma, detta "della Campagnola" venerata come miracolosa. La pianta aveva inizialmente forma greca, ma in seguito assunse una forma a croce latina rovesciata in seguito all'allungamento del presbiterio.

La chiesa è facilmente riconoscibile grazie all'imponente tiburio ottagonale e alla lanterna. Splendidi gli affreschi opera del Il Pordenone (Giovanni Antonio Sacchi) che abbelliscono la cupola e due cappelle poste sul lato sinistro. Altre opere sono di Galeazzo, Antonio, Giulio e Bernardino Campi, Camillo Procaccini, Guercino, Malosso, De Longe, Bibbiena, Stern e Avanzini.

La chiesa rappresenta forse il maggior capolavoro raggiunto dall'architetto piacentino Alessio Tramello. Contiene inoltre due pregevoli organi a canne fabbricati dai Serassi di Bergamo. Quello più grande è collocato in cornu Epistolae, costruito tra nel 1825 e nel 1838, consta di due tastiere, ciascuna di 69 tasti (Do-1/Do6) corrispondenti la prima all'Organo Eco e la seconda al Garnd'Organo.

Le sue particolarità lo rendono quasi unico in Italia perché possiede il meccanismo della Banda Turca (piatti, grancassa, campanelli, rullante, sistro, ecc), il registro dei campanelli, delle campane d'armonia ai tasti e delle campana al pedale. Lo strumento è stato progettato del famoso organista e compositore dell'Ottocento Musicale Organistico Italiano Padre Davide da Bergamo il quale compose moltissime sonate, sinfonie, elevazioni su quest'organo. Invece l'organo più piccolo, collocato nella navata sul pavimento, è stato costruito nel 1836 ed era in origine strumento di "casa" dei Serassi collocato nella basilica nel 1991 dal Teatro Municipale.

San Sisto è un'altra opera rinascimentale che vanta un prezioso coro ligneo del 1514. I lavori iniziarono intorno al XIV secolo dove antecedentemente si trovava un tempio edificato nell'874 per volere dell'imperatrice Angilberga ed è la prima opera religiosa dell'architetto Alessio Tramello nella sua maturità.

Ospita la copia del capolavoro di Raffaello Sanzio, la Madonna Sistina: l'originale, eseguito per la chiesa piacentina, venne venduto dai benedettini nel 1754 ad [Augusto III] re di Polonia ed elettore di Sassonia. Ancora oggi la "Madonna Sistina", con i suoi angioletti, è l' ambasciatrice più conosciuta della pinacoteca di Dresda "Alte Meister" ove rappresenta il pezzo più pregiato.

La basilica di San Sisto, per secoli il principale monastero benedettino della città prima che le soppressioni decretassero l'allontanamento definitivo dei religiosi, sta tornando ad appropriarsi di capitoli importanti della sua storia, trascurati in passato a causa delle traversie, prima napoleoniche e poi post-unitarie, dalle quali il monumentale complesso ne è uscito separato in due.

La quasi totalità del monastero risulta oggi occupata dai militari del Secondo Reggimento Genio Pontieri e gli spazi in uso a San Sisto, trasformata in parrocchia, comprendono la chiesa e una piccola parte dell'edificio un tempo dimora dei benedettini. In quest'ala si stanno concentrando i restauri. Ingresso gratuito.

San Sepolcro, è un altro importante tempio realizzato da Alessio Tramello tra il XV e il XVI secolo. La verticalità della facciata è accentuata dalla presenza di contrafforti, mentre un portale barocco contribuisce ad arricchirla. il nome forse deriva da un pellegrino piacentino che, tornato dalla visita del Santo Sepolcro a Gerusalemme, nel 938 fece edificare un luogo di culto che poi andò distrutto. In epoca napoleonica fu riadattata come ospedale militare e solo nel 1903 fu nuovamente riconsacrata alla preghiera.

Del XVI secolo è la
chiesa di Sant'Agostino; sconsacrata, ora ospita varie mostre. La facciata granitica è in stile neoclassico, realizzata da Camillo Morigi. È l'unica chiesa della città i cui interni, ampi ed armoniosi, presentano cinque navate. Frammenti di affreschi del Malosso sono visibili sulle pareti del transetto.

La
Chiesa delle Benedettine fu opera di Domenico Valmagini. Un convento è annesso all'edificio.
Chiesa di San Lorenzo del XIV secolo. Al suo interno si potevano ammirare gli affreschi del Ciclo di S.Caterina, oggi conservati nel Museo Civico.

In stile romanico è la
Chiesa di San Donnino, la cui facciata fu rifatta nel 1889 da Camillo Guidotti.
Sempre Camillo Guidotti restaurò tra il 1924 e il 1925

la
Chiesa di Sant'Anna, originaria del XII secolo e ricostruita nel 1334.

La
Chiesa della Santissima Trinità, edificata nel 1951 per volere del parroco mons. Antonio Tagliaferri che prima di realizzare l'impresa andò a colloquio da Padre Pio da Pietrelcina che gli disse: "Questa chiesa darà grande lode a Dio, va' e fa' questa chiesa". Particolare è l'abside, che comprende un grande affresco di circa 500 m2, su fondo dorato, realizzato da Kiko Argüello in occasione del grande Giubileo del 2000. Il dipinto è in stile bizantino (ovvero dell'arte bizantina) e raffigura eventi caratterizzanti della vita di Gesù Cristo.

La
Chiesa di sant'Eufemia,anch'essa in stile romanico.In questa chiesa sono state sepolte le spoglie del vescovo Aldo Gabrieli da Gubbio,colui che consacrò l'edificio

La
Chiesa di San Pietro un tempo dei gesuiti.

La
Chiesa di santa Brigida risalente alla metà del IX secolo.


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