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Monumenti e luoghi d'interesse
Nelle vicinanze della città di Isernia (località "La Pineta") nell’estate del 1979 durante i lavori di costruzione di una nuova strada, sono venuti alla luce i resti di un antichissimo insediamento umano paleolitico, risalente a circa 730.000 anni fa, che prende il nome di Isernia La Pineta. L'importanza dell'insediamento deriva dalla presenza di un piano di calpestio costituito dalle ossa degli animali cacciati dagli uomini, con una notevole quantità di reperti che contribuiscono alla conoscenza dell'antico ambiente naturale, e dalla più antica attestazione dell'utilizzo del fuoco da parte dell'uomo. Nel 1983 è stata allestita ad Isernia, nei locali del Museo di Santa Maria delle Monache, la Mostra dal titolo "Isernia–La Pineta, un accampamento più antico di 700.000 anni". Venne poi coniato il termine Homo Aeserniensis
La Cattedrale
Edificata su un tempio pagano italico, risalente al secolo III a. C e dedicato alla Triade Capitolina, conserva ancora dei resti dell'antico podio. La cattedrale attuale, vittima di numerosi terremoti, è stata ricostruita tra il 1826 e il 1851.
La Fontana della Fraterna
Prende nome da una confraternita religiosa fondata nel 1244 dal frate Pietro da Morrone, il futuro Papa Celestino V, ed approvata dal vescovo Roberto d'Isernia il 1º ottobre 1289. Alcuni studiosi ipotizzano che la fontana sia stata realizzata, verso la metà del XIII secolo, per volere di Benedetto d'Isernia, dotto giurista, docente di diritto civile alla neonata Università di Napoli ed importante diplomatico, giudice e consigliere alla corte di Federico II, proprio per agevolare l'opera di carità della confraternita di Pietro da Morrone. In realtà, come attestato da documenti conservati presso il locale Archivio Storico di Santa Maria delle Monache, la Fontana della Franterna è il risultato di un interessante esempio di fusione di più monumenti antichi e medievali (almeno due fontane), realizzato nel 1835 da un sapiente scalpellino locale, Felice Caruso. Oggi la Fontana è ubicata in piazza San Pietro Celestino V, nel centro storico di Isernia.
Palazzo San Francesco
Il municipio ha sede nel palazzo San Francesco, la cui costruzione conserva in parte l'originaria struttura gotica. È anche sede di attività culturali ed artistiche (con una sala dedicata al pittore locale Domenico Raucci).
Il ponte Cardarelli, già viadotto La Precie
"Alla via Nazionale, che con pendenze troppo sentite attraversava la città d'Isernia, venne sostituito un nuovo tratto di strada di cui fa parte il viadotto detto La Precie, per l'attraversamento, presso Isernia, del profondo vallone, dal quale prende il nome. Il manufatto è a due soli ordini, quantunque misuri 57 metri d'altezza, il che lo rende specialmente ardito e singolare. È lungo ben 130 metri, di cui 92 tra le spalle. Riesce svelto allo sguardo e non pertanto, per la sua grande mole, desta un senso d'imponenza ed ammirazione, specialmente a chi lo considera dal fondo della valle. La sua costruzione ebbe principio nell'aprile 1887 e terminò nell'aprile 1892, colla spesa di lire 300.000. Vi si impiegarono 11.000 metri cubi di muratura, compresi mille metri di pietra da taglio. Allo scopo di diminuire il peso, tra la sommità delle arcate superiori ed il piano stradale, vi ha una galleria longitudinale di 120 metri, della capacità di metri cubi 1090. Detta galleria è illuminata da finestre ricavate sotto gli archetti ed è comodamente praticabile. L'ingegnere del Genio civile Gustavo Baliviera diede al preesistente progetto l'attuale sua forma ed ebbe la direzione del lavoro."
Il ponte è tristemente noto per la città a causa dei numerosi suicidi che sono avvenuti da esso.
Dopo gli ultimi suicidi di due giovani ragazzi, nel 2008 sono stati transennati i bordi del ponte con ringhiere d'acciaio che svolgono una importante funzione deterrente.