Asti e le sue colline sono famosi in tutto il mondo per i vini dolci: il maggior vitigno è il Moscato Bianco o Moscato di Canelli, da cui si ottiene uno spumante, un passito ed una qualità "tranquilla" (o ferma).
Da questo deriva l' Asti o Asti spumante, importante vino DOCG da fine pasto. Da non dimenticare la produzione di Malvasia nera, in particolare la Malvasia di Casorzo e di Castelnuovo Don Bosco e di Schierano, le cui uve danno vini rosati e dolci. Inoltre, degno di menzione è il vitigno di Brachetto dell'alto Monferrato e della zona di Acqui Terme. Per quel che riguarda i vini rossi, sicuramente il Barbera è la produzione più diffusa sul territorio. Un importante vino rosso assai pregiato è il Ruché di Castagnole Monferrato. Seguono il Dolcetto, il Grignolino, la Freisa ed il Ruchè. Fra i bianchi da pasto, la produzione di Cortese, specialmente nell'alto Monferrato, è prevalente.
Da ricordare che nell'Astigiano è nata nel 1999 la prima strada del vino piemontese, la Strada Astesana. Si sviluppa con otto percorsi, attraversando 52 comuni della provincia di Asti e di parte delle Langhe.
Formaggi
La Robiola di Roccaverano, formaggio fresco DOP, preparato con latte vaccino, ovino, caprino.
La Robiola di Cocconato, formaggio fresco di latte vaccino (un tempo era preparato con latte crudo).
La Toma Piemontese, formaggio vaccino, la cui storia risale al XIV secolo.
Piatti tipici
L'autunno e l'inverno sono le stagioni "principe" della cucina astigiana e piemontese.
- Carne cruda con il tartufo (trifùla), vitello con salsa tonnata, peperoni in "bagna cauda", lingua di vitello in salsa verde (bagnet), tomini "elettrici" (formaggio con peperoncino), tonno di coniglio, sono solo alcuni dei tipici antipasti astigiani.
- Agnolotti d'asino, di lepre; tagliatelle all'uovo (tajarin) al sugo d'arrosto, al tartufo o ai fungi porcini, per i primi.
- Bollito di bue grasso con polenta "concia" (con formaggio filante).
- la finanziera: il nome di questa ricetta deriva dall'abito, chiamato proprio finanziera, abitualmente indossato nel 1800 dai banchieri e dagli uomini di alta finanza, ai quali sembra che questo piatto piacesse molto; altre fonti suggeriscono invece l'origine del nome nel tributo in natura pagato dai contadini alle guardie (i finanzieri, appunto) per entrare in città. Tributo composto principalmente dalle frattaglie dei polli, ancora oggi fra gli ingredienti fondamentali.
- il fritto misto alla piemontese (fricia) legato al rito della macellazione del maiale e alla necessità di non sprecare nulla. Annoverava le interiora, i sanguinacci, il polmone (fricassà bianca), il fegato (fricassà nèira), le animelle. Col tempo si è arricchito di nuovi ingredienti e numerose sono le versioni: tipici del Monferrato sono i fiori di zucca e gli amaretti.
- gli arrosti di vitello ed i brasati al barbera o al barolo.
Dolci
- La polentina astigiana, fatta con mandorle, uvetta, maraschino e ricoperta da polenta gialla.
- Gli amaretti di Mombaruzzo o di Canelli, biscotti morbidi di mandorle.
- La torta alle nocciole.
- Lo zabaglione al barbera o al moscato.
- L'antico mon (pronuncia "mun") di Mongardino (mattone dolce).
- Le pesche al ruché di Castagnole Monferrato.