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La festa di San Giorgio a Ragusa
Ragusa ha due patroni: San Giorgio, che viene venerato nella parte orientale, e San Giovanni Battista patrono di Ragusa superiore. Nella iconografia popolare San Giorgio è raffigurato a cavallo mentre indossa l'armatura; ai suoi piedi c'è il drago, che viene ucciso dalla sua lancia.
Secondo una credenza popolare, chi vuole ottenere la grazia dal Santo, lo deve invocare con la seguente orazione:
"Giorgiu cavaleri, vui a cavaddu e iu a peri, vui ch'andasti a lu livanti chi vinisti a lu punenti, sta grazia m'ati a fari tempu un nenti."
(San Giorgio cavaliere, voi a cavallo e io a piedi, voi che siete andato a levante, che siete venuto a ponente, questa grazia mi dovete fare in tempo breve). Se durante la notte viene in sogno un uomo a cavallo significa che il Santo ha concesso la grazia. San Giorgio, patrono di Ragusa Ibla, si festeggia nell'ultima domenica di maggio.
La festa di San Giovanni Battista a Ragusa
I devoti portano in chiesa due "cucciddati", grandi pani a forma di corona, che dopo essere stati benedetti vengono distribuiti agli agricoltori che li useranno come buon auspicio per il raccolto Giovanni Battista, patrono di Ragusa superiore, viene festeggiato il 24 giugno. La vigilia si usa mangiare fave fresche, le quali simboleggiano ciascuna un peccato perdonato; inoltre le ragazze raccolgono un fiore, detto "ciuri i San Giovanni", che viene poi piantato all'aperto mentre vengono recitate alcune preghiere per chiedere la protezione del Santo.
Un'altra usanza è quella di raccogliere una pianta odorosa, la puleggia, e di conservarla in un posto buio fino a Natale. La pianta viene poi messa sul presepe con l'auspicio che rinverdisca, ma se ciò non avviene significa che non è stata raccolta il giorno 24 o che è stata raccolta senza che il devoto avesse fede sufficiente.
Molto tempo fa si soleva mangiare alla vigilia della festa nove pietanze diverse e nove diversi frutti freschi, perché si voleva rispettare il multiplo del numero tre. Un altro importante rito consisteva nell'accendere, alla vigilia della festa, dei falò: i cosiddetti "fuochi di San Giovanni", attorno ai quali si poteva danzare e saltare. Durante la processione si assiste alla sfilata delle statue di cartapesta raffiguranti gli Apostoli.
In passato l'opposizione tra i fedeli di San Giorgio e i fedeli di San Giovanni provocava disordini alla città, ma negli ultimi decenni queste lotte si sono attenuate e i due patroni vengono portati da una chiesa all'altra nei due giorni di festa.
La festa della Madonna delle Milizie a Scicli (RG)
La "festa delle milizie" ricorda la vittoria dei soldati cristiani guidati dal re normanno Ruggero contro i saraceni, guerra avvenuta per la conquista della città (1091). Secondo la leggenda, la vittoria dei cristiani avvenne grazie all'apparizione della Madonna guerriera a cavallo. Questo evento spinse il re Ruggero a costruire una chiesa in onore della Madonna delle Milizie.
I cittadini di Scicli ricordano l’apparizione con una rappresentazione, durante la quale si esibiscono due gruppi di fedeli che simboleggiano i cristiani e i saraceni pronti a darsi battaglia. La rappresentazione viene seguita da una fiera, da corse di cavalli, dall’arrivo dei numerosi fedeli dalle città vicine, e infine dalla processione della statua della Madonna e dal pellegrinaggio fino alla vicina Donnalucata dove, pare, apparve la Madonna in aiuto dei normanni.
ATTENZIONE: La manifestazione si è tenuta in passato, non si sa se si terrà anche nell'anno in corso e in quali date.