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La festa di Santa Rosalia a Palermo
(patrono della città)
A Palermo dal 1624 si festeggia "U Fistinu" di Santa Rosalia, patrona della città. Si tratta di una serie di manifestazioni organizzate dalla cittadinanza in onore della "Santuzza" , che si svolgono, ogni anno, tra il sacro e il profano, al seguito del Carro Trionfale. Il clou dei festeggiamenti è previsto per la notte del 14 luglio con la sfilata del carro lungo la città seguito dalla processione dei fedeli. Il 15 luglio è la giornata riservata alle celebrazioni puramente religiose, infatti, seguendo l'antico percorso, le reliquie della tanto amata Santuzza sono portate lungo le strade della città.

Secondo documenti storici, il proprio 15 luglio 1624 nella grotta di Monte Pellegrino vengono ritrovate delle ossa umane e il 27 luglio il Pubblico Consiglio decide di proclamare S. Rosalia come Patrona di Palermo, di costruirle una cappella in Cattedrale e di onorare le sue reliquie con una solenne e pomposa cerimonia.

Il 30 novembre 1624 viene nominata dal cardinale Giannettino Doria una commissione di teologi per indagare sulle "Ossa di S. Rosalia" e le ossa vengono attribuite a più persone.
Contemporanaemente si stava diffondendo la peste.

Il 4 febbraio 1625 il saponaro Vincenzo Bonelli, dopo avere perso la moglie, per disperazione sale sul Monte Pellegrino con l'intenzione di suicidarsi, ma qui gli appare in visione S. Rosalia che, conducendolo verso la grotta, gli raccomanda di riferire all'arcivescovo Doria di portare in processione per la città le sue reliquie.

Bonelli in punto di morte confida la sua visione al suo confessore che ne riferisce all'arcivescovo. In poco tempo le ossa della Santa vennero riconosciute come tali, ripulite, e custodite in una teca d'argento, portata in processione per la città. Il 9 giugno 1625 miracolosamente si blocca il diffondersi del contagio.

Festa de Li Schietti di Terrasini
Tra le feste folcloristiche più particolari dell’isola la "festa di li schietti" si svolge a Terrasini centro della provincia di Palermo durante il periodo della Pasqua.

La storia e Tradizione

Le origini della festa sono da ricondursi tra il 1850 ed il 1860 anche se l’aspetto principale della festa ossia il sollevamento dell’albero lascia supporre che le sue origini siano da ricercare in epoche ancora più lontane.
Nata come competizione popolare, sullo sfondo romantico della dichiarazione d’amore, gli schietti (gli scapoli) misurano la loro prestanza fisica.
Protagonista in tal senso è l’albero, scelto tra i melograni e gli aranci amari per la loro resistenza ai colpi che durante il tragitto possono talvolta prendere cadendo, strumento per la "prova".
L’albero che pesa all’incirca 50 kg viene, infatti, portato per le vie del paese issato in alto e sorretto con un braccio dagli uomini celibi del paese.

La Festa

Il momento iniziale della caratteristica festa di li schietti si ha con il Sabato Santo quando il "comitato de li schietti" si adopera per il taglio dell’albero che una volta addobbato con fazzoletti rossi campanellini e nastri viene caricato su un carro anch’esso adornato per la festa e portato in paese dove lo attendono le note della banda musicale.

La sagra del Carciofo a Cerda (PA)
Cerda è un piccolo centro agricolo, in provincia di Palermo, particolarmente rinomato per la produzione di prodotti quali i carciofi. Ortaggio dalle benefiche proprietà salutari per le funzioni intestinali, il carciofo, è una pianta originaria del bacino del Mediterraneo. Le prime descrizioni risalgono al IV sec. a.C e le prime fonti in cui si fa cenno di colture nella Sicilia orientale sono attribuite allo storico Teofrasto (371-286 a.C.) che lo chiamava "cactos".

La Sagra del Carciofo è un appuntamento fortemente atteso dalla comunità dei Cerdesi e da tutti gli amanti dei sapori intensi dei prodotti della campagna siciliana, che si festeggia il 25 aprile in un turbinio di eventi e di festanti appuntamenti. Durante la sagra, infatti, oltre a varie manifestazioni di intrattenimento, è prevista la degustazione gratuita dei carciofi, cucinati in diversi modi, accompagnati da pane e vino locali. Un’occasione di aggregazione per il Paese che a questo umile ma prezioso ortaggio ha dedicato un monumento.


ATTENZIONE: La manifestazione si è tenuta in passato, non si sa se si terrà anche nell'anno in corso e in quali date.


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