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Il Natale a Caltagirone (CT)

A Caltagirone nel periodo di Natale possibile vedere il suggestivo
Presepe fatto con personaggi di ceramica calatina. Tra le vie dei quartieri popolari, piccole orchestrine improvvisano dei canti natalizi. Un tempo questo era il ruolo degli zampognari che, seguiti da una folla di bambini, suonavano e cantavano canzoncine natalizie, girando da un presepio all'altro. La tradizione di Caltagirone vuole che durante la cerimonia della Notte Santa, al bambino che impersona Gesù in fasce, si offrano dolci tipici a base di miele, il tradizionale vino cotto, indumenti ed anche denaro.

Il Natale a Catania
Il 25 dicembre la città di Catania e la sua provincia offrono la possibilità di visitare innumerevoli Presepi. Un famosissimo Presepe da menzionare è quello di proprietà del barone Scamacca, risalente al 1700. I personaggi sono realizzati grazie a un particolare impasto, "la pastiglia", e sono rifiniti con coloranti resinosi. Nelle vicinanze della grotta sono posti due gruppi di personaggi: quello dei personaggi di colore che provengono dall'Oriente e il gruppo dei contadini e dei pastori di origine locale.


La festa di Sant'Agata (patrono della città). Festività cittadina dal 3 al 5 febbraio.
Il primo giorno è riservato alla cosiddetta "Candelora", ovvero l'offerta delle candele. Si tratta di una suggestiva usanza popolare secondo la quale ogni devoto che vuole la protezione della Patrona deve donare un cero alto e pesante quanto la sua mole.

La lunga processione per l'offerta della cera inizia a mezzogiorno dalla Chiesa di San Biagio (o S. Agata alla Fornace) per concludersi alla Cattedrale.

Nel pomeriggio alle 15:00 ha inizio il caratteristico Trofeo Podistico Internazionale S. Agata in cui i campioni del cross mondiale si sfidano tra le strade della città.

Il secondo giorno avviene il primo incontro dei cittadini con la Santa. Già dalle prime ore del mattino la città comincia a popolarsi dei cosiddetti "devoti" che indossano il "sacco", il tradizionale camice in tela bianca lungo fino ai piedi, un berretto di velluto nero e guanti bianchi.

Prima di iniziare la processione, il busto di Sant'Agata viene issato sul fercolo d'argento e viene celebrata una messa solenne di benvenuto. Alla fine della messa, dopo aver caricato il fercolo anche del prezioso scrigno con le reliquie, inizia "il giro" che dura l'intera giornata durante la quale si attraversano i luoghi del martirio e si ripercorrono le vicende della storia della "santuzza". Il "giro" si conclude a notte fonda quando il fercolo ritorna in cattedrale salutato da grandi fuochi di artificio.

I festeggiamenti riprendono nella tarda mattinata di giorno 5 con la processione che si snoda per le vie del centro di Catania. Le undici candelore, grossi ceri portati in corteo che rappresentano le corporazioni o i mestieri, parate a festa aprono la processione. Davanti i devoti inneggianti tirano la "vara".
Percorsa la via Etnea, il fercolo, giunge all'incrocio con via S. Giuliano, il punto più pericoloso del tragitto per la sua pendenza. È considerato una prova di coraggio il cui superamento viene interpretato come buon auspicio per l'anno che verrà. A notte inoltrata i fuochi artificiali segnano la fine dei festeggiamenti.



ATTENZIONE: La manifestazione si è tenuta in passato, non si sa se si terrà anche nell'anno in corso e in quali date.


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