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Architetture religiose
Cattedrale Santa Maria Maggiore
La cattedrale di Santa Maria Maggiore costituisce il fulcro principale della vita religiosa della città, nonché il suo cardine urbanistico: il tessuto urbano di Barletta si è infatti sviluppato a partire dal polo ecclesiastico dall'attuale cattedrale. La chiesa risulta posta al termine del tracciato direttore originario del primo nucleo cittadino. È situata nei pressi del castello, a cui volge le absidi gotiche. L'edificio attuale si presenta come un'architettura non unitaria, costruita nel corso di vari secoli. Si distingue in una parte sotterranea ed una all'odierno livello stradale e risulta essere il frutto di stratificazioni millenarie, che hanno visto il sovrapporsi di tombe a grotticella del III secolo a.C., una basilica paleocristiana del VI secolo con ampliamenti di epoca altomedievale, risalenti al IX secolo, e infine l'edificio come si vede oggi, composto da due parti nettamente distinte: quella anteriore tipicamente romanica (XII secolo), e quella posteriore realizzata in forme gotiche (XIV secolo). Il campanile risale invece al XII secolo.
La chiesa ha raggiunto il suo massimo splendore durante le crociate, fungendo da punto di transito per i pellegrini che si recavano in Terra santa. La chiesa, in realtà oggi non più cattedrale, continua a conservare nell'uso comune tale denominazione. Risulta disposta secondo un orientamento est-ovest, con absidi rivolte ad oriente. Divisa in tre navate con cappelle laterali nell'ala meridionale, presenta nell'area presbiterale un ciborio dietro cui si apre il coro. La cattedrale risulta oggi tornata al suo antico fasto dopo una lunga serie di lavori di restauro durati prima dal 1955 al 1981 e in una seconda fase dal 1981 al 1996.
Basilica del Santo Sepolcro
Situata in una posizione strategica, nei pressi dei quali si leva il Colosso di Barletta, tra due antichi ed importanti assi di comunicazione viaria, l'adriatica e la via Traiana che conduce a Roma, la basilica del Santo Sepolcro, come dice la sua stessa denominazione, conserva uno stretto legame con la Terra Santa e il Sepolcro di Gesù Cristo. Per tale motivo è stata meta di transito per i pellegrini diretti in Terra Santa e per i crociati in viaggio, dal porto di Barletta, verso Gerusalemme.
L'edificio fu eretto in forme gotico-borgognone alla fine del XII secolo. La facciata principale presenta una porta con arco ogivale, due archi ciechi e resti del pronao. Caratteristica è la fiancata sinistra caratterizzata da profonde arcate cieche con un portale gotico a baldacchino.
All'interno peculiari sono il nartece sormontato da una tribuna che precede le tre navate su pilastri, con archi e volte ad ogiva risalenti alla fine del XIV secolo, una cupola all'incrocio dei bracci e tre absidi semicircolari. A sinistra dell'ingresso è posto un fonte battesimale del XIII secolo. Presso l'altare dell'abside destra si trova una Madonna bizantineggiante del XVI secolo. Nella cappella sovrastante il nartece è posto il Tesoro, che comprende una croce patriarcale binata, un tabernacolo con il Cristo in Maestà in mandorla, una colomba eucaristica in rame dorato, un ostensorio risalente al XII secolo nonché degli affreschi del XIII secolo.
Chiesa di San Gaetano
La chiesa di San Gaetano risale al XVII secolo e conserva al suo interno una reliquia della Sacra Spina. È stata fondata nel XVII secolo dall'ordine dei Teatini, giunti a Barletta nei primi anni del secolo. Il complesso edilizio su cui si erge la chiesa era già presente al momento della fondazione ed era sede di una piccola chiesa intitolata a San Giuseppe. Chiesa e convento sono stati poi trasformati, prendendo la denominazione attuale nel 1667. La chiesa è situata lungo via Cialdini, strada su cui si trovano numerosi altri edifici conventuali, quali quello di San Ruggero, Santa Maria della Vittoria e il Monte di Pietà. Nella primavera del 1656 iniziarono i lavori per l'edificazione dell'attuale chiesa; lavori poi sospesi per due anni a causa della peste sopraggiunta durante quello stesso anno e che terminarono nel 1667. Quando l'ordine dei Teatini fu soppresso la chiesa fu affidata ai confratelli della Santissima Trinità, portarono con sé la preziosa reliquia della Sacra Spina della quale erano divenuti custodi, con il compito di renderle solenne omaggio nella quinta domenica di quaresima.
Chiesa di San Giacomo
La chiesa di San Giacomo, sita lungo corso Vittorio Emanuele e risalente all'XI secolo, si erge dove in antichità vi sarebbe stato un luogo di culto pagano. Risulta disposta lungo l'asse est-ovest, parallelamente al corso, con altare ad oriente. L'accesso principale in origine non corrispondeva a quello attuale ma era posto sul fronte occidentale. In seguito però l'occupazione del suolo ad ovest della chiesa ha portato a spostare l'accesso sul lato nord, dove è oggi, dando luogo al portale che prende il nome di Porta maggiore. Il fronte principale vede la presenza nel mezzo di un obelisco con orologio. Nel 2001 la chiesa ha subito ingenti lavori di restauro, che ne hanno riportato in luce le linee architettoniche originarie. Sono state ripristinate monofore di varie epoche, il soffitto a capriate del XVIII secolo, nonché la cappella del Santissimo Salvatore con la dugentesca volta a crociera. La chiesa possiede un ricco patrimonio di tavole, tele, oggetti liturgici, reliquiari e paramenti sacri risalenti al periodo compreso tra il XIII e il XX secolo.
Chiesa di Sant'Andrea
La chiesa di Sant'Andrea è una delle chiese più antiche della città. Le prime testimonianze documentate risalgono al XII secolo ed individuano nell'area un tempio dedicato al Santo Salvatore. Nel XVI secolo i Della Marra, che erano proprietari dell'edificio religioso, lo donarono ai frati Minori Osservanti, la cui chiesa di Sant'Andrea fuori le Mura era stata distrutta durante il sacco del 1528. La distruzione portò gli Osservanti con il loro complesso conventuale all'interno delle mura. La chiesa ha subito più fasi di costruzione e successivi ampliamenti, che si sono susseguiti fino al Novecento, quanto è stato realizzata l’apertura di una nuova strada a levante della fabbrica, denominato vicoletto Sant'Andrea, oggi via Bruno Marino. La chiesa, divisa in tre navate con cappelle laterali, oggi ha due accessi: uno principale rivolto verso ovest, a cui si accede attraverso una ripida scalinata da via Sant'Andrea, e uno secondario posto a sud, che si apre su uno slargo posto alla medesima quota altimetrica. La chiesa è attualmente sottoposta a restauro conservativo.