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Architetture militari Barletta

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Architetture militari

Le mura della città
La prima cinta urbana ed il suo successivo ampliamento furono edificati dai Normanni, che occuparono il territorio barlettano tra l'XI ed il XII secolo. Le mura cingevano allora l'originario nucleo di Santa Maria. Durante la dominazione sveva l'imperatore Federico II ampliò il fortino normanno edificando la sua domus, individuabile nell'attuale sede della Biblioteca Comunale. Con l'arrivo degli Angioini vi furono nuovi lavori sulla cinta muraria, per proteggere l'area più a sud, un ampliamento del castello con la costruzione del palatium sul lato nord, abbattuto in seguito dagli Aragonesi, e lo scavo del fossato intorno al castello.

Il periodo aragonese modificò significativamente il tracciato delle mura, fino a cingere un'ampia parte dell'edificato attualmente appartenente al quartiere San Giacomo-Settefrati. Fu in questo periodo che il castello assume la definitiva ed attuale conformazione architettonica. Nel 1860 ebbe inizio l'abbattimento della cinta muraria che ostacolava l'espansione edilizia, il commercio con le città limitrofe e la costruzione della ferrovia con la relativa stazione e degli stabilimenti industriali. Oggi dell'antica cinta muraria restano:

  • il castello;
  • un frammento a nord-ovest nei pressi del fossato del castello e ad esso attiguo;
  • il bastione, localmente conosciuto come il "Paraticchio", che si affaccia sugli arenili della litoranea di ponente;
  • Porta Marina nell'omonima piazza.


Il castello

La costruzione ha forma quadrangolare con, agli spigoli, le caratteristiche torri-bastioni lanceolate. L'edificio è il risultato di una sovrapposizione di edificazioni e demolizioni susseguitesi nei secoli operate dalle varie dominazioni. Il nucleo originario, risalente all'XI secolo, è normanno, come testimonia la Torre maggiore inglobata nel area meridionale dell'attuale edificio. Durante le crociate divenne abituale ricovero per i cavalieri in partenza e in arrivo dalla Terra Santa. Evidente è il lascito di Federico II di Svevia, testimoniato nel lato sud da finestre ogivali che presentano l'aquila imperiale scolpita nelle lunette, motivo ricorrente dell'iconografia sveva. Nel 1228 l'imperatore tenne qui la dieta in vista della partenza per la sesta crociata.

Il castello così come lo vediamo oggi è stato realizzato a partire dal 1532, per volere del re spagnolo Carlo V. Nel 1867 fu acquistato dal Comune di Barletta, divenendo in seguito un deposito d'armi ed un carcere. Il 24 maggio 1914 la struttura fu bersagliata dalla corazzata austriaca Helgoland, alla quale si oppose il cacciatorpediniere Turbine evitando al castello ulteriori danneggiamenti. Durante la seconda guerra mondiale al suo interno fu stanziato un presidio militare che nel settembre del 1943 si oppose tenacemente all'esercito tedesco che intendeva occupare la città.

Nel 1973 si decise di sottoporre il castello, che versava in un notevole stato di degrado, ad un lungo restauro, restituendolo al suo splendore nel 1988. Nel 2001 sono stati effettuati lavori di riqualificazione, conclusisi il 7 dicembre 2002, dei Giardini del Castello, oggi tra i cuori pulsanti della vita cittadina e vera e propria cerniera tra la litoranea di levante e il centro storico. Attualmente è sede della Biblioteca Comunale, del Museo Comunale e del lapidarium. Tra i pezzi più importanti qui conservati vi sono il Sarcofago degli Apostoli, prima testimonianza cristiana a Barletta,[54] e un busto di Federico II del XIII secolo.

Porta Marina
Porta Marina costituisce l'unico esempio rimanente delle antiche porte che cingevano la città di Barletta. È situata nella piazza omonima e verso essa confluiscono via Mura San Cataldo, via Mura del Carmine e via Marina, che porto e prosegue, attraversando la piazza, fino alla Cantina della Disfida.

Porta Marina non è sempre stata situata nel medesimo punto: quella originaria si trovava al termine meridionale di via Sant'Andrea e al suo fianco trovava posto l'antico Palazzo della Dogana. Nel 1751 fu costruita la nuova porta, come testimonia l'iscrizione lapidea presente sulla parte superiore della porta, che si affaccia verso il mare, affiancata dalle armi della città e dallo stemma borbonico. Attualmente nei pressi della porta sono in corso indagini archeologiche al fine di accertare la presenza, sotto il livello stradale attuale, di un pozzo in corrispondenza della rotonda posta al centro della piazza.


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