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Architetture civili
Palazzo Valenzano
Fatto costruire da Andrea Valenzano da Rutigliano (BA) nel 1762. Fu sede della Sacra Regia Udienza con annesso carcere detto "il centrale" dal 1790 al 1812. Sede degli archivi: la Sezione dell'Archivio di Stato e l'archivio Notarile Distrettuale. Detti archivi conservano rispettivamente gli atti degli Uffici Giudiziari dal 1809 in poi e gli atti notarili dei Comuni appartenenti alla Circoscrizione del Tribunale di Trani dal 1498 in poi.
Palazzo Palumbo
Costruito nel 1755 da Gerolamo Palumbo, sorge tra l'omonima Piazza Quercia e via S.Giorgio, testimonia la prosperità economica di Trani in quel periodo. Bell'esemplare dell'architettura civile del '700, si distingue per la sobrietà dell'ornamentazione, la sapiente utilizzazione degli spazi, che insieme agli arredamenti, stucchi e ritratti ne fa uno dei più insigni palazzi di Trani. Tra gli illustri ospiti che vi soggiornarono, va ricordato il generale francese Broussier (1799), il re Giuseppe Bonaparte (1808), Gioacchino Murat (1813); all'inizio del novecento, vi abitò il Cav. Alberto Rossi de' Baroni di Capranica, regio sostituto avvocato erariale
Palazzo Antonacci Telesio
Edificato nel 1761 dalla famiglia Antonacci (come di evince dalla data incisa sullo stemma di famiglia posto nell'androne) passò poi per successione ai Duchi Telesio che tuttora lo abitano. Con la facciata principale rivolta verso il porto sulla odierna Piazza Quercia, ha subito un ampliamento sul lato est, dopo la demolizione delle mura federiciane, nel 1845 ad opera dell'architetto Luigi Castellucci di Bitonto, il quale pure adeguò la facciata su piazza Quercia allo stile neoclassico. Il palazzo ospita all’interno il Museo delle Carrozze: una raccolta di 33 carrozze ottocentesche, appartenenti per lo più alla famiglia Telesio, oltre a finimenti e divise da cocchiere. L’importanza di questa raccolta sta nell’illustrare l’abilità artigianale dell’epoca e nel far rivivere la storia di un’intera classe sociale e di tutti coloro che per essa operavano.
Palazzo Caccetta
Il Palazzo fu fatto edificare da Simone Caccetta nel 1456 (XV sec.), mercante tranese, è da ritenersi una delle opere più interessanti dell'architettura del rinascimento. Nel 1484, Re Ferdinando confisca il palazzo a Simone Caccetta e lo vende per 1000 ducati all'università di Trani. Facciata principale del monumento, in stile tardogotico, nella quale oltre al portale ad arco gotico a raggiera sono presenti, elementi architettonici di stili diversi, vedasi la bellissima trifora in corrispondenza del portone principale d'ingresso. La tradizione vuole che da questo palazzo la notte del 13 febbraio 1503 partì la notizia per tutt'Italia della vittoria dei 13 cavalieri italiani capeggiati da Ettore Fieramosca sui francesi. È questa la famosa "Disfida di Barletta" che ebbe fisicamente luogo in territorio tranese "Contrada S.Elia". Di proprietà del comune, ha ospitato i governatori veneti fino al 1509, diventò convento dei monaci Teresiniani nel 1642 e Seminario nel settecento, attualmente è una delle sedi staccate del Palazzo di Giustizia.
Palazzo Filisio
Costruito nel XVIII secolo, prende il nome dalla famiglia di orologiai che lo costruì: la famiglia Filisio. Molto fine nei lineamenti, presenta le facciate in bugnato rustico al livello inferiore ed una completamente glabro al livello superiore con finestre a timpano e tabernacolari. Oggi è stato trasformato in un piccolo albergo alle spalle della cattedrale.
Palazzo Gadaleta
Venne edificato nel XVII secolo da una nobile famiglia originaria della città di Molfetta. Costruzione possente e severa, messa in risalto dalla muratura in bugnato rustico. Al suo interno l’antica chiesetta di Santa Lucia datata 1145 la quale fù subito abbandonata e sconsacrata per utilizzarla come deposito navale. Dal 1862 al 1911 ha ospitato gli uffici del tribunale. È stato sede del collegio San Paolo delle suore Angeliche, mentre attualmente vi risiedono gli uffici della Procura della Repubblica.
Palazzo Lambert (già Palagano)
Il palazzo Lambert già Palagano, venne costruito nel 1420 in un punto strategico della citta vecchia la cosiddetta piazza Portanova in un momento di grande ripresa economica e di benessere della città, dalla famiglia dei Palagano. Della struttura architettonica originaria sono rimaste la cornice marcapiano ed il portale principale caratterizzato da conci disposti a raggiera intorno ad un archiacuto riquadrato da cornice semplice. Lo stemma raffigurante l’arma della famiglia Palagano sormonta il portale. Sulla parte destra del portale in prossimità del primo livello tra questo palazzo e quello che gli si affianca, palazzo Maggiolla, risulta incastrata nella parete un fusto di colonna frammentaria completa di capitello,mentre più in basso si nota una lastra di sarcofago murata raffigurante un Agnus Dei racchiuso in un medaglione ai cui lati vi sono gli stemmi della famiglia Palagano. Il palazzo venne salvato dal crollo da Ferdinando Lambert che lo acquistò e lo ristrutturò. In quelle mura il Lambert si rifugiò negli ultimi anni.
Palazzo Torres
Il palazzo, sede degli Istituti giudiziari di Trani, risale alla prima metà del XVI secolo, fatto edificare da Martino Torres, presenta la facciata, interamente in pietra, è divisa orizzontalmente da cornici tese tra corpo e corpo, mentre le finestre tabernacolari, il portale e le tre balconate conferiscono al prospetto armonia e nobiltà di proporzioni e linee. Ospitò dal 1817 il massimo organo giudiziario della terra di Bari e d'Otranto, e dal 1681 al 1923, la "Corte di Appello delle Puglie".
Palazzo Arcivescovile
Possedimento dalla famiglia Rogadeo del XVII secolo, venne acquistato dall'Arcivescovo Fra Diego Alvarez (1606-1635) e scelto come sede dell' Arcivescovado. Nello stesso secolo XVII, a cura e spese dell' Arcivescovo Giovanni Battista del Tinto (1666-1676), vi furono operati radicali e importanti restauri, testimoniati soprattutto dalla facciata del cortile. Solenne nelle proporzioni, suggestiva nel triplice ordine di arcate che si levano compatte su pilastri a conci ben lavorati, essa costituisce la parte architettonica più interessante dell'antico edificio.Le chiavi di ciascun arco sono formate da mensole sagomate mentre due stupende balconate con le due leggiadre e composte balaustrate arricchiscono i livelli superiori.
Palazzo Covelli
Appartenuto nel XVIII secolo alla nobile famiglia tranese de Boctunis, venne 1753 acquistato dalla famiglia Forges Davanzati, che lo restaurò completamente ed aggiunse il secondo livello. Due caratteristiche attraggono subito l'osservatore: il portale tipicamente settecentesco è sormontato dallo stemma araldico della famiglia Forges Davanzati e le balconate ad angolo. Interessante il cortile interno del palazzo, sul cui lato di fondo s'innalzano due ordini di arcate con balaustri, dietro cui si snoda lo scalone che porta ai piani superiori.
Palazzo Candido
Costruito nel XVII secolo da Domenico Lanza è passato poi alla famiglia Candido. Dal 1834 al 1964 ha ospitato gli uffici comunali. Oggi è sede di Uffici Giudiziari.
Casa de Agnete
Venne edificata nel 1283 da Nicola Lombardo figlio di Giovanni De Agnete, presenta una facciata medievale quasi integra ricca di dettagli architettonici decorativi. Al primo livello una elegante finestra, in origine bifora ma oggi mancante della colonna centrale, dal profilo interno lobato, è sormontata da una cornice a estroflessione esterna dalla forma triangolare poggiante su due colonnine, e due finestrine monofore ad arco acuto lateralmente alla grande finestra. Al livello superiore vi è una più grande finestra centrale ad arco acuto ai lati della quale vi sono le mensole poggia tenda.