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Architetture civili Piacenza

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Architetture civili

Numerosi sono i palazzi di origine aristocratica e borghese, di notevole pregio caratterizzati da bellissimi giardini. Piacenza risulta appunto "città di palazzi" come nessun altro centro della Val Padana. Mancando una corte fissa (il Palazzo Farnese non fu sempre sede della famiglia dal momento che dopo un certo periodo la capitale ducale fu trasferita a Parma), i nobili ebbero la possibilità di ostentare il proprio rango con lussuose opere architettoniche. Tra i vari, si ricordano:

  • Palazzo Mulazzani
  • Palazzo Mandelli, eretto verso la metà del XVIII secolo odierna sede della Banca d'Italia.
  • Palazzo Scotti da Fombio (noto anche come Collegio Morigi) opera di Giuseppe Marione del 1780 con fronte posteriore a loggiato aperto a "U". Stucchi, tempere e affreschi pregiati adornano lo scalone e il salone d'onore.
  • Palazzo Landi si trova all'angolo di via Roma con via Giordano Bruno e fu edificato nel Medio Evo, ma la sua ricostruzione, da parte di maestri lombardi, è di fine XV secolo.Il pregevole portale rinascimentale ,in marmo, è di Giovan Pietro da Rho. Oggigiorno è sede del Tribunale.
  • Palazzo Costa
  • Palazzo Rota Pisaroni
  • Palazzo Somaglia


Splendidi sono, inoltre, i giardini pubblici e privati del centro storico, racchiusi fra i palazzi ai quali donano ulteriore bellezza, quasi nascosti alla vista dei passanti i secondi visibili attraverso raffinate cancellate in ferro battuto, conferendo particolare suggestione alla città.

  • Il Palazzo Comunale, anche detto il Gotico, fu edificato nel 1281 per volere di Alberto Scoto, reggente guelfo della città. Avrebbe dovuto essere quadrangolare secondo il progetto, ma l'opera rimase incompiuta per lo scoppio di una grave pestilenza. A causa della depressione economica causata dalla peste il progetto fu interrotto e venne realizzato solo il lato nord. Grande esempio di architettura civile dell'epoca, ricalca lo stile dei broletti lombardi e si caratterizza per la merlatura a coda di rondine, la cornice ornata da archetti, la torretta centrale che racchiude il campanone oltre a due torrette laterali. Il lato lungo è provvisto di cinque arcate i cui archi sono a sesto acuto. È finemente ornato in marmo rosa nella parte inferiore ed in cotto decorato a motivi geometrici in quella superiore. Archi a pieno centro con snelle trifore caratterizzano il piano superiore. Il rosone sovrasta il lato corto, a tre arcate. Nel salone architravato, abbellito da raffigurazioni pittoriche, si tengono conferenze o eventi particolari quali le mostre.


  • Palazzo Farnese, importante edificio la cui costruzione venne iniziata nel 1568 su desiderio di Ottavio Farnese (secondo duca di Parma e Piacenza) e di sua moglie, Margherita d'Austria, figlia di Carlo V di Spagna. Il progetto iniziale venne elaborato da Francesco Paciotto da Urbino e il cantiere fu affidato ai maestri murari Giovanni Bernardo Dalla Valle, Giovanni Lavezzari e Bernardo Panizzari detto il Caramosino. Il progetto venne poi modificato nel 1589, quando l'architetto Jacopo Barozzi detto Il Vignola, ne prese parte, modificandone l'alzata. Il palazzo non venne terminato poiché i lavori subirono una lunga pausa nel 1568 per mancanza di fondi e per assenza di una direzione competente ma anche per il disinteressamento di Margherita d'Austria. Soltanto nel 1588 riaprirono i cantieri su interesse di Alessandro Farnese e dei figli Ranuccio I Farnese (1670), e Ranuccio II Farnese (1690) che si adoperarono ad ornare sale con splendide decorazioni e arredamenti preziosi. Dal 1731, anno di decesso dell'ultimo duca della dinastia Farnese, inizia un lungo periodo di decadenza che terminerà solo nel 1909 quando iniziarono le prime opere di restauro. Oggi ospita varie rassegne culturali ed è sede del Museo Civico.


  • Palazzo del Governatore , edificio del XVIII secolo, in stile neoclassico opera di Lotario Tomba. Sulla facciata presenta un orologio ai cui lati sono posti una meridiana solare e un calendario perpetuo.È inoltre la sede della Camera del Commercio


  • Palazzo dei Mercanti, di origine seicentesca, attuale sede del comune.


  • Il Palazzo Comunale, il Palazzo del Governatore e il Palazzo dei Mercanti sono ubicati ai lati della Piazza denominata dei Cavalli, (Piasa Caväi o, più semplicemente, la Piasa per i piacentini), da sempre il centro della città e della sua vita, ricalca, probabilmente,l'originario impianto dell'accampamento romano nella fattispcie il foro con le vie che si dipartono rettilinee e con incroci ad angolo retto. Prende il nome dalle due statue equestri raffiguranti Ranuccio e Alessandro Farnese, realizzate da Francesco Mochi da Montevarchi tra il 1612 e il 1628.


Fino al 1798 esisteva il Teatro della Cittadella che venne distrutto da un incendio e fu successivamente sostituito con il Teatro Municipale, inaugurato nel 1804. Progettato dall'architetto Lotario Tomba, ha una facciata ispirata a quella del Teatro alla Scala di Milano. Alessandro Sanquirico, scenografo presso il teatro milanese, fu appunto il decoratore degli interni. I lavori di ristrutturazione degli ultimi decenni hanno, fra l'altro, trasformato l'ex Sala degli Scenografi (posizionata al di sopra della Sala Grande) in un piccolo teatro di 320 posti.

  • Viale Pubblico Passeggio o Faxhall è la passeggiata nel verde del centro storico. Il Faxhall è essenzialmente il percorso su ciò che è rimasto delle vecchie mura. Ombreggiato da platani secolari e in posizione di rilievo (essendo appunto posto sulle mura cittadine rinascimentali), è luogo di passeggiate o relax sulle numerose panchine di cui è disseminato. Rimane il luogo di ritrovo sia per i giovani che per gli anziani della città.


  • Via Taverna (la Strä Lvä o Strä Alvä) con la vicina via Campagna era una delle zone più popolari del centro storico. Tuttora sono considerate residenza di chi è piacentino da mille generazioni (localmente denominati piasintëin dal sass) e luogo delle specificità piacentine per antonomasia. Era detta Strada Levata poiché si trova in una posizione più alta rispetto ad altre vie limitrofe come via Campagna


  • Piazza Cavalli è la piazza duecentesca su cui sorgono il Palazzo Gotico, il Palazzo del Governatore e la Chiesa di S.Francesco e da cui parte via XX settembre. Le due statue equestri poste ai lati opposti della piazza sono diventati uno dei simboli della città insieme alla piazza stessa e al Palazzo Gotico. Ancora oggi è luogo di incontro e quando c'è un avvenimento come un concerto o la visita di un personaggio famoso di solito avviene qui.


  • Via XX Settembre (la Strä Drita), nota per i suoi balconi in ferro battuto, collega le importanti Piazza Duomo e Piazza Cavalli (dove si trova il Palazzo Gotico) in quanto era uso nel medioevo collegare con una strada dritta il simbolo del potere politico con quello religioso. Fu rinominata Via XX settembre (come successe in molte città del nord per le strade principali che portavano ai rispettivi duomi) per forgiare la memoria ppolare sul ricordo della conquista di Roma da parte del Re d'Italia nel 1861, evento che pose fine al potere temporale del Papa e che segnò la definitiva unificazione nazionale italiana. È attualmente la via dello shopping per eccellenza, insieme al Corso Vittorio Emanuele (San Raimond o, più recentemente, al Curs). In alcuni periodi storici era chiamata anche la Strä di Urévas (la Strada degli Orefici) perché vi si trovavano diverse botteghe di oreficeria


  • La muntä di rat è la caratteristica scalinata che collega via Mazzini alla più bassa via San Bartolomeo (San Burtlamé). Secondo la tradizione popolare, era detta "montata dei topi" perché questi roditori l'avrebbero percorsa al fine di lasciare le zone cittadine più basse e adiacenti al Po durante le alluvioni e le piene del fiume. In realtà è più probabile che l'etimologia sia riconducibile a "montata ratta", espressione che stava ad indicare una ripida salita


  • Porta Galera un tempo era un altro quartiere popolare del centro storico. I piacentini chiamavano così le parti terminali di via Scalabrini e via Roma, con relative adiacenzae, comprese nella parrocchia di Sant'Anna. Oggi la zona è popolata da numerosi stranieri, specialmente da comunità arabe e sudamericane


  • Piazzale Roma anche detta "la Lupa" è la vecchia porta nelle mura che volgeva in direzione di Roma. Il suo soprannome deriva dalla colonna monumentale posta al centro della piazza sull'apice della quale è scolpita la lupa, simbolo di Roma, con gli infanti Romolo e Remo. È situata alla conclusione a sud di via Roma e via Scalabrini e segna l'inizio della Via Emilia, una delle antiche vie romane più importanti, voluta dal console Emilio Lepido per collegare tutte le città principali della regione (Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna e Rimini) tra di loro e a Roma. Questa via è ancora oggi esistente ed è una delle vie più trafficate del piacentino.


  • Sant'Agnese (Sant'Agnesa) quartiere, un tempo popolare, al limitare del centro storico che porta il nome della patrona dei barcaioli, essendo un tempo la zona in cui i canali costruiti dai pescatori confluivano nel fiume Po.


  • Piazza Borgo era il limite a nord-ovest della vecchia città romana. Si formò quando nell'XI secolo con il fenomeno dell'inurbamento arrivarono delle masse contadine dalla campagna sperando di trovare fortuna. Non trovando posto in città, ancora delimitata dalle vecchie mura romane, costruirono le loro case al di fuori del territorio urbano, case che furono poi inglobate dal Comune in seguito. Da questa piazza si diramano via del Castello, Via Campagna e Via Taverna, tre delle strade considerate storiche dai piacentini.

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