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Architetture civili
Palazzi
La villa comunale
L'ingresso principale è costituito dall'imponente pronao, composto da 28 colonne di ordine tuscanico disposte in doppia fila, progettato nel 1820 dall'ingegnere Luigi Oberty, cui si deve anche il disegno della facciata della Chiesa di San Francesco Saverio, del Teatro e dell'ospizio "Maria Cristina" e della Chiesa della Madonna della Croce (o della Neve). Già nel 1806 Gioacchino Murat aveva proposto la costruzione di "casini" e giardini ai lati di una villa pubblica. La città- giardino, che sarebbe sorta intorno alla villa, sarebbe stata lottizzata e offerta in vendita. Ma nessuno rispose, perché i "decurioni" si opposero alla divisione del territorio di "Pila e Croce" Fu aperta solo una Villa, la cosiddetta Villa Reale, che nel piano del 1819,non comprendeva né le 700 versure, né le 600 versure del boschetto, come era purprevisto nel primo piano regolarmente approvato, ma molte di meno. Costruito nel 1827, il pronao o propileo della Villa Comunale, fu distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, venne poi riedificato nel 1950.
Teatro Umberto Giordano
I lavori per la costruzione del Teatro Comunale a Foggia iniziarono nel 1825 e terminarono nel 1828, anno in cui fu inaugurato ed intitolato al re Ferdinando. Era uno dei più importanti teatri del regno. Il progetto si deve all'architetto napoletano Luigi Oberty che gli impose il raffinato stile neoclassico, in voga a quei tempi e che arricchisce molti scorci della Foggia ottocenteca. Il teatro però risultò essere insufficiente per ospitare il grande pubblico foggiano cosicchè, a pochi anni dall'apertura, fu ampliato e l'iniziale progetto dell'Oberty fu rivisitato sostituendo all'originario peristilio a sei colonne tre ampi fornici e le finestre del primo piano furono tramutati in balconi. Al suo interno rivela la tipica forma a ferro di cavallo, tipico dei teatri all'italiana, con tre ordini di palchi decorati con stucchi; l'ampia volta che lo ricopre non è decorata sfarzosamente ma è impreziosita da un pregevole lampadario di cristalli. Grande attenzione fu data alla sistemazione del ridotto che è decorato con quattro statue dei sovrani del tempo: Francesco I e Maria Isabella e i successori Ferdinando II e Maria Teresa. Il nome del teatro passò dopo l'unità d'Italia da "Real Teatro Ferdinando" a "Teatro Dauno" e nel 1928 fu dedicato al compositore foggiano Umberto Giordano. Il Teatro Comunale recentemente è stato soggetto ad una delicata fase di restauro che lo ha riportato al suo antico splendore.
Piazze